
Parametro | Limite di legge acque potabili | Acque minerali (*) |
| Durezza totale (°F) | 15 -50 °F | 0,4 - 118 |
| Cloruri (cl) | 250 mg/l | 0 – 304 |
| Nitrati (No3) | 50 mg/l | 0 -45 |
| Residuo secco a 180° | 1500 mg/l | 20- 1800 |
| Sodio (Na) | 200 mg/l | 0 - 320 |
| Solfati (So4) | 250 mg/l | 1 - 476 |
(*) Fonte del dato Luca Martinelli “Piccola Guida al consumo critico dell’Acqua”, Altra Economia edizioni Sooc. Coop via Calatafimi 10 Milano, dicembre 2007
L’acqua di rubinetto, diversamente dalle acque minerali, è sottoposta a maggiori controlli offrendo molte più garanzie dal punto di vista sanitario; i controlli sono infatti quotidiani, sia da parte dei Gestori che soprattutto da parte della Autorità Sanitaria Locale.
L’acqua minerale non è considerata dal legislatore un’acqua potabile, ma come un’acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche chimico-fisiche che ne suggeriscono un uso per fini terapeutici specifici.
Se a volte notiamo che l’acqua di rubinetto“sa di cloro” è perché imposto dalla Legge a scopo preventivo; in tali casi, per eliminare il gusto del cloro è sufficiente lasciarla in una caraffa per poco tempo.
La spesa media annua a utenza per il Servizio Idrico Integrato ( acquedotto, fognatura, depurazione) è pari a circa 200 €/anno con una sostenibilità sociale di circa l’1%, intesa come rapporto tra la spesa media annua sostenuta per il Servizio Idrico Integrato e il reddito medio famigliare.
Un metro cubo, cioè 1.000 litri di acqua potabile del rubinetto, esclusi i costi di fognatura e di depurazione, costano mediamente 0,93 euro pari a 0,00093 euro al litro; con la stessa cifra di 0,93 euro si comprano circa 4-5 litri di acqua minerale.
Gli italiani detengono, a livello europeo, il record di consumo di acqua minerale, circa 200 litri pro-capite.
Sostituendo il consumo di acqua minerale con quello di acqua potabile erogata dal servizio pubblico sarebbe di fatto possibile realizzare un consistente risparmio sulla bolletta dell’acqua, oltre 80%- 90%.
Ciò contribuirebbe inoltre a una minore produzione di rifiuti e quindi ad un concreto beneficio ambientale.